Chiesa S.S. Nome di Maria - Gabbiana

Parrocchia della diocesi di Mantova. La chiesa di “Santa Maria del Boscho […] in loco qui dicitur Cabiana”, documentata già in una donazione a suo favore del 1179 (Chizzoni 1987), è nominata anche nel "liber decime imposite Mantuano clero" degli anni 1295-1298 (Lombardia et Pedemontium 1990). Se nel 1544 la chiesa parrocchiale risultava intitolata a Santa Maria del Bosco, nel 1546 si afferma che “titulus ecclesiae est Annuntiatio Divae Virginis Mariae” (Putelli 1934). In seguito il titolo torna ad essere Santa Maria del Bosco (Visita Peruzzi 1575; Constitutiones 1610), mentre nel 1793 sono associati i titoli del “Santissimo Nome di Maria o Santa Maria del Bosco” (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793). Nel 1900 compare solo il titolo di Santa Maria del Bosco (Visita Origo 1901), mentre attualmente solo quello del Santissimo Nome di Maria (Annuario diocesi Mantova 2001). Nel 1610 la “parochia” di Santa Maria del Bosco è compresa nel vicariato foraneo di Campitello (Constitutiones 1610), come peraltro nel 1770 (Catalogo clero diocesi di Mantova 1770) e nel 1793 (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793). Nel 1817 è confermata la sua appartenenza al vicariato XII di Campitello (Elenco sacerdoti diocesi Mantova, 1817), mentre nel 1843 risulta far parte della vicaria foranea di Marcaria nel distretto VIII della provincia di Mantova (Prospetto diocesi Mantova 1843), sino al 1887 quando ritorna nel vicariato foraneo di Campitello (Stato clero diocesi di Mantova 1887). Nel 1894 viene reinserita nel vicariato di Marcaria (Stato clero diocesi di Mantova 1894), dove rimane sino al 1967 quando la parrocchia del Santissimo Nome di Maria è compresa nel vicariato n. 2 della Madonna delle Grazie (RDMn 1967). Nel 1969 la parrocchia viene aggregata infine al vicariato n. 10 di San Giuseppe (RDMn 1969), dove ancora permane (Annuario diocesi Mantova 2001). Nel 1987, perduta la personalità civile dell'ente "chiesa parrocchiale", alla parrocchia del Santissimo Nome di Maria viene conferita la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto (decreto 15 gennaio 1987 a). Nel territorio della suddetta parrocchia, incluso parte nel comune di Castellucchio e parte nel comune di Marcaria, oltre alla parrocchiale, sono presenti altri luoghi di culto. Nella visita pastorale del 1776 vengono nominati l’oratorio di San Lorenzo e quello della Beata vergine Addolorata (Visita Pergen 1775). Nella visita pastorale del 1902, oltre ad essere riportata la divisione del territorio parrocchiale nelle frazioni di San Lorenzo, Pilastro, Ghierigasco, Fassine e Patrimoniale, sono ricordate la chiesa di San Lorenzo e l’oratorio privato Motta (Visita Origo 1901). Circa la popolazione della parrocchia, se nel 1546 sono numerate 422 “anime da comunione” (Putelli 1934), che scendono a 300 nel 1575 (Visita Peruzzi 1575), nel 1793 sono contate 700 anime (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793). Nel 1851, delle 1029 anime complessive della parrocchia (di cui 488 appartenenti al comune di Castellucchio e 541 al comune di Marcaria) e che formavano 197 famiglie (di cui 102 del comune di Castellucchio e 95 del comune di Marcaria), 686 sono gli “ammessi alla comunione” (di cui 329 del comune di Castellucchio e 357 del comune di Marcaria), e 769 gli “ammessi alla cresima” (di cui 372 del comune di Castellucchio e 397 del comune di Marcaria) (Visita Corti 1850). Nel 1900 la popolazione si attesta sulle 2000 unità (Visita Origo 1901). Se dal "liber decime imposite Mantuano clero" degli anni 1295-1298 si ha notizia di un "presbiter … Sancte Marie de Bosco" (Lombardia et Pedemontium 1990), nel 1544 il clero della parrocchia era costituito da un canonico mantovano che si qualificava “rector” e da un sacerdote con funzioni di capellano (Putelli 1934). Nel 1776 la parrocchia era retta dall’arciprete, coadiuvato da un curato (Visita Pergen 1775), nel 1850 il clero parrocchiale era formato dal parroco e da un sacerdote (Visita Corti 1850), mentre nel 1961 era composto dal solo parroco (Annuario diocesi Mantova 1961). Nel 1793, come nella visita pastorale del 1900, viene specificato che la parrocchia di Gabbiana era definita parrocchia di “libera collazione” (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793; Visita Origo 1901). Nel 1544 la parrocchia di Gabbiana “habet de introitu annuatim ducatos 60” (Putelli 1934), che diviene nel 1575 “introitus in taxa ducatorum quinquaginta auri de camera” (Visita Peruzzi 1575). Nel 1793 aveva una entrata di lire 1547 (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793), mentre nel 1850 presentava uno stato economico costituito da 1161,32 lire tra le attività e 1317,78 lire tra le passività (Visita Corti 1850), e nel 1900 il beneficio parrocchiale aveva un reddito di lire 1440; i costumi morali della popolazione sono definiti “in generale buoni” (Visita Origo 1901). Nel 1575 nel territorio della parrocchia è testimoniata la presenza della società del Santissimo Sacramento, costituita da 40 confratelli (Visita Peruzzi 1575), presenza confermata anche successivamente nel 1770 (Catalogo clero diocesi di Mantova 1770) e nel 1850, quando si specifica che la confraternita era costituita da 34 confratelli (Visita Corti 1850). Nel 1900, insieme alla confraternita del Santissimo Sacramento, sono ricordate quelle di San Luigi Gonzaga e di San Rocco (Visita Origo 1901).

 

[ Giancarlo Cobelli ]

 

La prima citazione scritta riferita al paese è fatta con un altro nome,infatti in un importante documento conservato presso l’archivio di stato di Mantova, e datato 24 gennaio 1107 la Contessa Matilde di Canossa fa atto di donazione alle monache benedettine del monastero di S.Paolo di Parma. Si parla della chiesa di Santa Maria del bosco sita nella corte di Campitello con dodici iugeri di terra ad essa pertinenti. Nell’atto di donazione figurano anche altri beni vicini,fra questi la braida nella corte di Castellucchio. La pergamena sottoscritta dalla stessa Matilde secondo la sua formula usuale (“Matilda,Dei gratia,si quid est”,cioè “Matilde,per grazia di Dio,se conta qualcosa”),fu redatta nel castello di Campitello. Quindi l’antica chiesa di Gabbiana esisteva già nel 1100,situata dove vi è l’attuale era posta nel cimitero che era circondata con fosse da tre lati,la facciata guardava verso ponente e a mezzogiorno confinava con la strada comunale. Dall’altra parte della strada quasi dirimpetto a pochi metri distanza sorgeva la casa canonica. Nel 1744 la vecchia chiesa ormai cadente venne abbattuta e una nuova ricostruita. Il 1° aprile 1745 il Vicario del Vescovo procedeva alla posa della prima pietra con grande solennità e concorso di popolo e sacerdoti. Nel 1746 appena la chiesa è ricostruita viene nominato parroco Don Antonio Nobis, (a lui è dedicata la via che si immette sulla Sabbionetana). Appena ventottenne a Don Nobis spetta l’arduo compito del completamento della chiesa,nelle decorazioni,nelle suppellettili varie,compito che assolve egregiamente. Uomo intelligentissimo e stimato riceve dalla Santa Sede il titolo di arciprete nel 1757. A dir poco memorabile è la battaglia intrapresa con la popolazione per la celebrazione della festa annuale. Essendo l’antica chiesa dedicata alla Madonna del bosco,se ne celebrava la festa il 5 agosto. Ma abbattuto il vecchio edificio religioso il parroco vuole intitolare diversamente la chiesa e dedicare un giorno diverso per la sua festa. La nuova chiesa viene benedetta nel giorno della natività di Maria,l’8 settembre ed è al suo santo nome che Don Nobis vuole dedicarla e in questa ricorrenza spostare la festività. Vince dopo numerose vicissitudini e non poche difficoltà il parroco. Don Antonio Nobis muore il 26 settembre 1792 dopo aver retto la parrocchia per ben 46 anni. Dell’antica chiesa è rimasto un affresco del 500 evidentemente risparmiato e incorporato nella nuova costruzione. Il dipinto restaurato nella primavera del 2012 rappresenta la Madonna in trono con bambino tra San Giuseppe e Santa Caterina della ruota.  Con la nuova denominazione della chiesa il nome di Santa Maria del bosco viene completamente abbandonato,e il paese prende definitivamente l’unico nome di Gabbiana.

 

Franco Zaffanella

 

 

 

Pala presente nel coro raffigurante il S.S. Nome di Maria. Opera realizzata nel 1760 dal pittore vicentino Bartolomeo Dall'Acqua.
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