Chiesa San Giorgio Martire - Castellucchio

Parrocchia della diocesi di Mantova. Se nella visita pastorale del 1544 si fa menzione della “parochialis ecclesia Sancti Petri de Casteluchio” (Putelli 1934), già dal 1575 la parrocchia appare dedicata a San Giorgio (Visita Peruzzi 1575), titolazione che tuttora conserva (Annuario diocesi Mantova 2001). La “plebs de Castelluclo” è nominata nell’elenco delle pievi di pertinenza della diocesi di Mantova del 1045 (Marani 1977), come nell'elenco riportato nel "liber decime imposite Mantuano clero" degli anni 1295-1298 (Lombardia et Pedemontium 1990). Nel 1575 dalla parrocchia di San Giorgio viene separata la chiesa di San Bartolomeo di Ospitaletto, che [il vescovo] “in parochialem erexit” (Visita Peruzzi 1575). Nel 1610 la “parochia” di “Castelluccio” è compresa nel vicariato foraneo di Castellucchio (Constitutiones 1610), come peraltro nel 1770 (Catalogo clero diocesi di Mantova 1770) e nel 1793 (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793). Nel 1817 è confermata la sua appartenenza al vicariato X di Castellucchio (Elenco sacerdoti diocesi Mantova, 1817), mentre nel 1843 la parrocchia di San Giorgio risulta far parte della vicaria foranea di Marcaria nel distretto VIII della provincia di Mantova (Prospetto diocesi Mantova 1843), sino al 1887 quando è compresa nel vicariato foraneo di Rivalta (Stato clero diocesi di Mantova 1887). Nel 1927 viene inserita nel vicariato foraneo di Castellucchio (Stato clero diocesi di Mantova 1927); nel 1967 viene aggregata al vicariato n. 2 della Madonna delle Grazie (RDMn 1967) per passare nel 1969 nel vicariato n. 10 di San Giuseppe (RDMn 1967), dove ancora permane (Annuario diocesi Mantova 2001). Nel 1987, perduta la personalità civile dell'ente "chiesa parrocchiale", alla parrocchia di San Giorgio viene conferita la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto (decreto 15 gennaio 1987 a). Circa la popolazione della parrocchia di San Giorgio, se nel 1544 sono numerate 760 “anime da comunione” (Putelli 1934), che salgono a 700 nel 1575 (Visita Peruzzi 1575), nel 1793 sono contate 1610 anime (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793). Nel 1843 vi sono invece 1533 anime (Prospetto diocesi Mantova 1843), mentre nel 1899 la popolazione si attesta sulle 2300 unità (Visita Origo 1901). Se già dalla prima metà del secolo XIII è testimoniata la presenza di un collegio canonicale e la reggenza affidata ad un arciprete, nel 1258 il vescovo di Mantova fissava nel numero di sei, compreso l’arciprete, i “clerici” della pieve (Marani 1977). Nel "liber decime imposite Mantuano clero" degli anni 1295-1298 è nominato l'"archipresbiter plebis de Casteluculo" (Lombardia et Pedemontium 1990). Nel 1544 il clero della parrocchia era costituito da un rettore e un sacerdote (Putelli 1934), come peraltro nel 1575 (Visita Peruzzi 1575). Nel 1776 invece la parrocchia era retta dall’”arciprete vicario foraneo”, coadiuvato da un curato e da un confessore (Visita Pergen 1775), mentre nel 1850 vi erano il parroco e un curato (Visita Corti 1850), come nel 1961 quando figurava, accanto all’arciprete, il vicario cooperatore (Annuario diocesi Mantova 1961). Definita nel 1793 di “libera collazione” (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793), nella visita pastorale del 1902 viene specificato che la parrocchia di Castellucchio era di “nomina vescovile” (Visita Origo 1901). Nel 1544 la rendita della parrocchia era costituito da 400 ducati (Putelli 1934), che salgono a 500 nel 1575 (Visita Peruzzi 1575), nel 1793 la parrocchia aveva un'entrata di lire 7345 (Parrocchie forensi diocesi di Mantova, 1793). Nel 1823 lo stato economico era costituito da 3423,46 lire tra le attività e 830,29 lire tra le passività (Visita Corti 1850), mentre nel 1899 il reddito del beneficio parrocchiale era costituito da 2853 lire ” (Visita Origo 1901). Circa le condizioni morali degli abitanti e il loro atteggiamento religioso, nel 1899 si afferma che essi hanno “costumi semplici, ma abbastanza rilassati. Predominano il lusso, specialmente nelle donne, causa di qualche disordine, d’indecenza e di cadute” (Visita Origo 1901). Se nel 1544 si ha notizia della presenza della società del Santissimo Corpo di Cristo, costituita da 75 confratelli (Putelli 1934), nel 1575 è testimoniata l’attività della confraternita del Santissimo Sacramento (Visita Peruzzi 1575), confermata nel 1770 (Catalogo clero diocesi di Mantova 1770). Nel 1899 nella parrocchia di San Giorgio sono attive la compagnia del Santissimo Sacramento, la compagnia di San Luigi Gonzaga, la pia unione dell’Apostolato della Preghiera (Visita Origo 1901).

 

[ Giancarlo Cobelli ]

 

Link risorsa: http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/7101016/

La grande pala di Felice Campi presente nel coro della chiesa. L'opera realizzata nel 1795 che raffigura San Giorgio che uccide il drago fu esposta e affissa il 14 febbraio 1797.
Dipinto a tempera nella volta centrale della chiesa, realizzato nel 1925 dal pittore Bonatti. Viene raffigurato coro di angeli, con la gloria del patrono e al centro Maria.
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