Gabbiana

Gabbiana è un piccolo paese situato a circa una decina di chilometri da Mantova e sei da Castellucchio. E' amministrato da due Comuni, infatti la strada principale che attraversa il paese è il confine territoriale, via Balestra dipende dal Comune di Marcaria, mentre via Garibaldi dipende da quello di Castellucchio. Le origini di Gabbiana sono molto antiche, testimonianze della prima civiltà padana "Le terramare", ci sono stata lasciate dai popoli dell'età del bronzo medio, attorno al 1500 avanti Cristo. Attraverso i numerosi reperti trovati negli anni passati, conservati ora presso la sede della Soprintendenza di Mantova ci testimoniano l'intensa attività del piccolo villaggio neolitico sorto a ridosso del paese. L'allevamento, la filatura e la tessitura, l'agricoltura, la fabbricazione della ceramica, la realizzazione di manufatti in bronzo, la lavorazione dell'osso e del corno erano pratiche molto diffuse. La tipologia dell'insediamento è uguale a quello che vi era a Castellucchio, infatti il rialzo del terreno dove li poi venne eretto il castello attorno all'anno mille, si è originato inizialmente attraverso depositi alluvionali, per poi accrescere durante l'evoluzione che il villaggio ha avuto nel corso dei secoli. Dopo l’inspiegabile scomparsa avvenuta attorno al 1100 a.C. dei due villaggi, insieme a tutti gli altri sparsi nell'area padana-emiliana, per trovare ancora tracce di insediamenti in questa zona dobbiamo risalire al periodo romano all’epoca delle centuriazioni, quando Ottaviano dopo il 42 a.C. distribuì le terre del cremonese e del mantovano ai propri veterani. Rilevanti sono le tracce dei confini di questi poderi nelle zone di Gabbiana ed Ospitaletto rappresentate dalle strade che si dipartono dalla S.S. n° 10  Padana Inferiore presso Ospitaletto. Un antica linea continua nel lungo sentiero con relativo fossato, passa a sud-ovest di Buscoldo e più avanti sotto Gabbiana in un’altra stradina di campagna  detta “Al stradèl dal Rocul”. La prima citazione documentata del paese si ha il 24 gennaio 1107, si parla di una donazione Matildica, donazione che la grande contessa fa alle monache  benedettine di Parma. Il prezioso documento è conservato nell’archivio storico di Mantova e riporta la donazione della chiesa di Santa Maria del Bosco (antico nome del paese), con il terreno ad essa pertinente. Questa pergamena testimonia l’appartenenza del territorio di Gabbiana ai domini della grande feudataria italiana, signora dei territori che da Mantova andavano fino alla Toscana. Nella toponomastica italiana, il Tassoni parlando di Gabbiana scrive. “La derivazione di questo nome è dato dalla zona bassa e paludosa, dal latino medioevale Gaibana-Gabiana in rapporto all’altra forma idiomatica Gava-Cava. Come già abbiamo ricordato il paese anticamente si chiamava Santa Maria del Bosco, indicazione che rimase fino al 1600 e che in alcuni documenti antecedenti a questo periodo veniva associato anche con il nome di Gabbiana. La chiesa è della metà del 1700, costruita dove vi era la chiesa precedente, fabbricata più grande e con la facciata che guarda verso sud, mente la più antica era rivolta verso ovest. Una parte di questa antica chiesa è rimasta comunque incorporata nella nuova costruzione. Lo testimonia un affresco datato 1510 raffigurante Madonna in trono con bambino tra Santa Caterina della ruota e San Giuseppe. Nel recente restauro inoltre sono affiorati sotto la calce due dipinti situati ai lati del presbiterio.

 

Franco Zaffanella

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