La lapide che ricorda il suo sacrificio, posta sul muro esterno comunale.

Scarse sono le notizie sulla sua vita. Si sa solo che nacque a Castellucchio e, rischiando la pena capitale per diserzione, fuggì dalla Lombardia per riparare in Piemonte ed arruolarsi volontario nella gloriosa ed antica Brigata “Granatieri di Sardegna”. Nell’aprile 1859 Giacomo Camuzzotti prese parte ai primi combattimenti con l’armata Franco-Sarda, al comando dell’imperatore francese Napoleone III contro i 170.000 austriaci del generale Giulay. Il mattino del 24 giugno, la brigata “Granatieri”, al comando del generale Scozia di Galliano e inquadrata nella I divisione del Luogotenente generale Durando, iniziò il combattimento contro i reparti austriaci dell’VIII corpo d’armata Imperiale del feldmaresciallo Benedek a Madonna della Scoperta, tra Solferino e San Martino. Tra i caduti di quella giornata ci fu anche Giacomo Camuzzotti, il cui corpo non fu purtroppo identificato dopo la battaglia e si ritiene sia stato inumato nella chiesa ossario di San Martino. Castellucchio, che in quei giorni era stato sede di reparti austriaci del Principe Liechtenstein che però non parteciparono al combattimento, fu raggiunto dalle truppe alleate il 30 giugno 1859, ed entrò a far parte del Regno di Piemonte-Sardegna sotto la Provincia di Cremona, dopo l’armistizio di Villafranca dell’11 luglio successivo. Alcuni anni dopo la morte, il consiglio provinciale di Cremona e il consiglio comunale di Castellucchio ricordò il sacrificio del giovane Camuzzotti con una lapide che si può ammirare sulla parete destra della Casa del Comune ai piedi dell’antica torre medievale del X secolo che è il simbolo del paese.

 

Quaderno del Risorgimento – Provincia di Mantova

 

Uno degli assalti piemontesi alla collina di San Martino. Sullo sfondo la Cascina di Controcania, ulteriore caposaldo austriaco - Luigi Norfini
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