25 febbraio 1889

 

In questo giorno il Vescovo di Mantova Giuseppe, futuro Papa Pio x, proclamato Santo nel 1954, incontra alcune personalità di Castellucchio: I signori Artoni Luigi sindaco; Rossi Carlo giudice conciliatore; Accordi Giuseppe, presidente della congregazione di carità e Vezzani Attilio fabbriciere, tutti di Castellucchio. Tutti lamentano le problematiche sorte con il parroco di Castellucchio Don Giacomo Rebagli. Queste le argomentazioni portate al Vescovo:

1 – Perché con il suo procedere altezzoso e bisbetico si è alienato l’animo di tutti quelli che non vogliono più avvicinarlo nei loro bisogni spirituali.

2 – Perché specialmente nelle predicazioni, quantunque non avvicini le persone, allude manifestamente a persone e a famiglie denigrandole con gli attacchi più spudorati.

3 – Perché ultimamente avendo denigrato in più feste una famiglia rispettabile del paese per causa di una profanazione alla chiesa e al sacerdozio, per parte di un individuo appartenente alla famiglia medesima.

4 – Perché in pubblico e in privato senza nessun riguardo dice male di tutti non risparmiando specialmente il vescovo, fatto segno di frequente al suo disprezzo e alle sue invettive.

5 – Perché duro specialmente con i poveri, ed è ormai a notizia di tutti che coi redditi della Prebenda ha comperato una possessione per la quale ha sborsato lire quarantamila.

La stessa parente Teresa Magotti Lodi che vive in casa con Don Rebagli richiede al Vescovo un provvedimento:

. . . i parrocchiani non vogliono più vederlo lo zio, lo vogliono via, e ieri sera riunendosi molti per una cena, gridavano per la piazza facendo un baccano del diavolo: “Abbasso l’arciprete!”. Chi ci prende di mezzo siamo sempre noi, poveri diavoli, che non possiamo andare d’accordo con lui neanche in famiglia e arriviamo troppo spesso a certi passi ai quali non si vorrebbe fermare neanche per un istante il pensiero. L’ultima visita che le ha fatto lo zio, lo ha bene gonfiato, inorgoglito, e ancor più la sua lettera. Ora egli crede di camminare franco, non teme, è forse come un leone, e sa cosa ha detto? Non posso tacerglielo, crederei di tradirla, dopo tanto bene che ci fa: ha detto:” Passeranno queste cose, ora silenzio, silenzio, poi ci penserò io a farlo saltare il Vescovo”, perché dice che fu lei causa di tutte queste cose.

Il Vescovo Sarto, si adoperò, pazientando con l’imperversare di lettere impulsive di Don Rebagli e ascoltando tutti colori che potevano illuminarlo sulla situazione reale di Castellucchio.

 

Giuseppe Sarto, vescovo di Mantova – Costantino Cipolla – 2014 – Franco Angeli s.r.l.

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